PORSCHE CAYENNE COUPÈ E-HYBRID
Perfetta compagna di viaggio negli spostamenti di lavoro e nelle occasioni private, rappresenta un cocktail ben riuscito tra sostenibilità, prestazioni e fruibilità quotidiana. L’abbiamo provata sulle strade della 1000 Miglia, visitando un resort 5 stelle lusso a picco sul Garda
Quando fece il suo debutto sul mercato, nel 2003, la Porsche Cayenne inventò dal nulla una nuova nicchia di mercato, quella delle SUV ad alte prestazioni che non rinunciavano però a ottime performance in fuoristrada. Vent’anni e due generazioni dopo la 4×4 tedesca conserva i suoi primati, anche se ha nel frattempo rivoluzionato il suo approccio al mercato, facendosi più sostenibile e meno modaiola , se così si può dire. Il cocktail delle sue caratteristiche, stradali e offroad, si è evoluto privilegiando la capacità di dominare l’asfalto e di danzare tra le curve, meglio ancora nella versione Coupé oggetto della nostra prova, che dà subito l’idea di un maggior dinamismo. L’offerta tecnica, da parte sua, è ormai declinata alla pari tra versioni ibride plug-in e varianti termiche, con queste ultime che spaziano da 353 a 500 CV di potenza, mentre le prime coprono un range da 470 CV (la Coupé E-Hybrid 3 litri 6 cilindri protagonista di questo approfondimento) a 740 CV di potenza combinata per la Turbo E-Hybrid 4 litri 8 cilindri che vanta anche una coppia di ben 950 Nm e una velocità massima di 295 km/h, passando per la S E-Hybrid da 520 CV e 750 Nm.
UN RESTYLING BEN RIUSCITO
L’attuale generazione della Cayenne è la prima a essere proposta anche in configurazione Coupé e, con l’aggiornamento di metà ciclo di vita della primavera 2023, ha saputo evolversi in modo significativo da tutti i punti di vista: stile, contenuti, connettività. Partiamo dall’estetica: nella vista frontale spicca il nuovo scudo paraurti che si collega otticamente ai parafanghi più arcuati, al cofano ridefinito e ai fari full-LED (optional gli HD Matrix) dal design tecnico, tutti elementi che enfatizzano la larghezza della vettura, 1983 mm. I gruppi ottici posteriori dal disegno tridimensionale, le superfici pulite e la nuova sezione inferiore posteriore con portatarga integrato caratterizzano il posteriore della Cayenne model-year 2025, dove la scritta Porsche nell’elemento di congiunzione dei gruppi ottici quasi scompare nel segno di una discrezione forse sconosciuta alle prime Cayenne. Poco pratico semmai il tasto di azionamento dei fari, nascosto nella zona sinistra della plancia, vicino al pulsante di avviamento: in partenza le luci si commutano automaticamente nella posizione Auto ma per poter viaggiare sempre con gli anabbaglianti accesi occorre premere due volte il comando.
PIÙ STRADALE CHE FUORISTRADA
Inedito, per la Cayenne, il posizionamento del selettore del cambio automatico, a 8 rapporti con funzione Brake per accentuare la frenata rigenerativa e modalità manuale-sequenziale gestita dai bilancieri al volante: è anch’esso sulla plancia, alla destra del quadro strumenti, soluzione (analoga a quella utilizzata sulla 911 della generazione 992) che ha liberato spazio sul tunnel per ospitare vani portaoggetti più capienti, compresa la piastra per la ricarica induttiva del telefono. Rispetto alla prima Cayenne del 2002 manca il riduttore, segno di un passaggio dall’anima più fuoristradistica del modello primogenito al DNA da SUV dell’attuale modello che, con la motorizzazione ibrida plug-in, vede più che dimezzarsi la capacità di guado, da 475 mm a 225 mm, rispetto alla versione non elettrificata a parità di sospensioni pneumatiche (25 mm in più per gli esemplari dotati di sospensioni con molle in acciaio).
ASSISTENTI ALLA GUIDA? SÌ, MA NON INVASIVI
Comfort e sicurezza risultano ulteriormente migliorati, con il climatizzatore quadrizona opzionale dotato di un sensore della qualità dell’aria e di un’interfaccia con il sistema di navigazione per attivare automaticamente la funzione di ricircolo. Il cruise control adattivo si avvale inoltre dell’assistente attivo per i limiti di velocità, cui si aggiungono le funzioni di mantenimento della traiettoria, gestione curve e il Porsche InnoDrive per una guida più rilassata e sicura. Da parte loro, le nuove sospensioni pneumatiche adattive con tecnologia a 2 camere e 2 valvole, anch’esse opzionali, rendono la guida ancora più coinvolgente e riposante grazie al loro smorzamento morbido, ideale per la guida su asfalto e sterrato, e la precisione di guida, visto che riducono i movimenti della carrozzeria nel misto e propongono una differenziazione ancora più netta della loro attività tra le modalità di guida Normal, Sport e Sport Plus (selezionabili tramite la piccola manopola sulla corona del volante.
UN SALOTTO SU MISURA
L’abitacolo della “nostra” Cayenne Coupé si presenta ampiamente personalizzato, con il rivestimento in pelle bicolore nero e gesso dei sedili, con il riscaldamento delle poltrone anteriori e del divano posteriore, con la ventilazione dei sedili anteriori, dotati a loro volta non solo di tutte le principali regolazioni elettriche ma anche di fianchetti registrabili in zona fianchi e cosce, per renderli avvolgenti come su una race-car. Altre “coccole” a richiesta ma presenti sull’auto provata sono il volante riscaldabile e gli stemmi Porsche sui poggiatesta anteriori, mentre la pedaliera in acciaio sottolinea il DNA sportivo di un modello che, pur nella sua sostenibilità, non perde di vista le origini della Casa di Zuffenhausen. Il Bose Surround System, optional, è in grado di trasformare la Cayenne Coupé in una sala da concerto, completando l’intrattenimento a bordo che, per il passeggero anteriore, è fornito anche dallo schermo da 10 pollici sul lato destro della plancia e caratterizzatore da un inibitore che impedisce al conducente di distrarsi guardando i file video selezionati da chi gli siede a fianco.
FINO A 90 CHILOMETRI IN ELETTRICO
Il propulsore a 6 cilindri a V di 90 gradi e 3 litri di cilindrata costituisce la base della catena cinematica della Cayenne E-Hybrid. In combinazione con un nuovo motore elettrico sincrono a magneti permanenti da 130 kW (pari a 176 CV), la potenza del sistema raggiunge i 346 kW (470 CV). Dotato di una batteria ad alto voltaggio con una capacità aumentata di 25,9 kWh rispetto ai 17,9 kWh del predecessore, il veicolo raggiunge ora un’autonomia puramente elettrica fino a 90 chilometri secondo il ciclo WLTP, a seconda degli equipaggiamenti. Il caricabatterie di bordo da 11 kW riduce il tempo di ricarica presso una fonte di alimentazione adeguata a circa 2 ore e 40 minuti, nonostante la maggiore capacità della batteria.
QUATTRO RUOTE STERZANTI OPTIONAL
Su strada la Cayenne Coupé ibrida “entry level” mostra un dinamismo degno del marchio di Stoccarda nonostante il peso di 2455 kg a vuoto, 370 kg in più della corrispondente versione non elettrificata. Merito anche di un paio di dotazioni extra che, assieme, costano poco più di 4mila euro ma che cambiano notevolmente il carattere della vettura: l’asse posteriore sterzante, in grado di esaltare, soprattutto sui percorsi di montagna, la maneggevolezza di un’auto che sfiora i 5 metri di lunghezza risultando d’aiuto tra l’altro anche in fase di parcheggio (riduce il diametro di sterzata), e le sospensioni pneumatiche autolivellanti adattive con regolazione dell’altezza, che permettono di viaggiare su una “bolla virtuale” (o su una nuvola, se preferite) quanto ad assorbimento delle asperità ma che consentono anche di ottimizzare l’aerodinamica dell’auto, per esempio abbassandosi di qualche centimetro in base all’andatura. Sull’esemplare in prova, dotato di ruote in lega da 21 pollici (modello RS Spyder Design), anche l’appoggio a terra è risultato di alto livello, ben coadiuvato da pneumatici estivi Pirelli PZero con misure specifiche per i due assali, 285/45 ZR21 davanti e 315/40 ZR21 dietro. Possente l’impianto frenante, che si avvale di dischi anteriori da 390 mm e posteriori da 358 mm, con pinze a 6 pistoncini all’avantreno e a 4 al retrotreno, per spazi d’arresto contenuti e una resistenza all’affaticamento esemplare.
Imparando a gestire le percorrenze in modalità puramente elettrica, la Cayenne E-Hybrid si può rivelare anche un’eccellente “nave scuola” per passare alla guida a emissioni zero allo scarico. E quando si decide di pilotare e non solo di guidare, la SUV coupé di Porsche ricaricabile alla spinta mette pur sempre a terra uno 0-100 km/h in 4,9 secondi, uno 0-200 km/h in 18,2 secondi e una punta massima di 254 km/h.
LEFAY RESORT LAGO DI GARDA
Immergersi nei piaceri della vita e del gusto in ambienti da mille e una notte, a 90 minuti da Milano e da Bologna. Un luogo incantevole sospeso sul Garda che custodisce spazi raffinati per soggiorni indimenticabili.
Una spettacolare vista sul Lago di Garda, là dove il Benaco si stringe per puntare dritto verso il Trentino, lasciandosi alle spalle la pianura e le campagne del Bresciano e del Veronese. I comfort da mille e una notte di un hotel 5 stelle lusso, dotato di camere e suite con superfici che raggiungono i 600 metri quadrati e offrono coccole irripetibili come le Jacuzzi interne ed esterne su terrazze private con un colpo d’occhio panoramico verso l’incantevole Riviera dei Limoni. Il relax e tutte le attenzioni di una beauty farm del livello più alto nella Spa: un esclusivo tempio del benessere di oltre 4300 metri quadrati, dove mente e corpo si rigenerano riscoprendo le emozioni più autentiche, con la possibilità di trattamenti personalizzati per ogni ospite. Tutto questo all’interno di un parco da 11 ettari immersi tra dolci colline e terrazze naturali di boschi e uliveti da cui si gode una meravigliosa vista sul Garda. Questo e molto altro è Lefay Resort Lago di Garda, un gioiello dell’ospitalità che sorge sopra Gargnano, sponda lombarda del Benaco, il luogo ideale per chi ha ancora voglia di stupirsi, per chi in una vacanza ama perdersi per poi ritrovarsi. La struttura sorge infatti in un parco naturale protetto, il Parco Alto Garda Bresciano, una Zona di Protezione Speciale della Rete Natura 2000, principale strumento per la conservazione della biodiversità dell’Unione Europea.
RILASSARSI IN SUITE DA 50 A 600 METRI QUADRATI
Il cuore dell’offerta del Lefay Resort Lago di Garda è rappresentato dall’eccelsa ospitalità che si fonda su spazi ampi e accoglienti arredati con gusto e raffinatezza. L’emozione della natura entra in ogni stanza: tessuti naturali e pregiati materiali locali convivono con tecnologie avanzate per rendere ogni soggiorno indimenticabile. Le Prestige Junior Suite da 50 metri quadrati, luminose e spaziose, si trovano al piano terra e si aprono sul giardino, affacciato direttamente sul Lago di Garda, per memorabili momenti di tranquillità e benessere. Stessa superficie per le Deluxe Junior Suite, che però si trovano al primo piano e dispongono di un balcone privato da cui si ammira una splendida vista sul lago: la soluzione perfetta per chi è alla ricerca della massima privacy in un’atmosfera suggestiva e rilassante. Le Family Suite da 73 metri quadrati sono ideali per una vacanza con i figli o per chi ha l’esigenza di avere due bagni e due camere da letto separate, all’interno dello stesso ambiente. Le Exclusive Suite da 83 metri quadrati regalano la libertà di un living room privato, il piacere di una Jacuzzi vista lago e una serie di servizi esclusivi dedicati, per far sentire ogni ospite al centro di una grande emozione. L’incanto di una vista senza paragoni che si gode dalle Sky Suite, 134 metri quadrati di superficie, coniugano privacy e relax grazie ad un ampio living room, una sauna privata e la Jacuzzi esterna situata in una terrazza panoramica tra lago e cielo. Con Royal Pool e Spa Suite, da 350 a 600 metri quadrati, si raggiunge la massima espressione del nuovo lusso Lefay: si affaccia su un giardino privato e una piscina Infinity a uso esclusivo con vista lago e offre servizi unici come l’area Private Spa e il servizio di concierge dedicato.
UNA CUCINA VITALE IN CHIAVE GOURMET
Lefay Vital Gourmet valorizza la dieta mediterranea e i sapori più autentici del territorio. Le materie prime di stagione, l’olio extravergine d’oliva, gli agrumi del lago e le erbe aromatiche degli orti locali, per una cucina vitale e leggera. Al Lefay Resort Lago di Garda la ristorazione raggiunge livelli sublimi. Con una terrazza sospesa sul Benaco e una vista unica, Gramen è il ristorante mediterraneo in cui regna il rispetto per la Terra e per noi stessi firmato dall’Executive Chef stellato Matteo Maenza. I due menù degustazione sono rispettivamente ispirati al Giardino Energetico Terapeutico e al mondo acquatico, con piatti di pesce di mare e di lago. Al Ristorante La Limonaia un ambiente luminoso dal design leggero, il cui gioco di geometrie rievoca le tradizionali limonaie offrendo uno spazio dedicato alla convivialità, si apprezza la cucina d’ispirazione mediterranea che rinnova ed esalta la tradizione classica italiana. A completamento dell’offerta, il Pool Bar permette trascorrere una piacevole giornata a bordo piscina, in un’oasi sospesa tra cielo e lago, sorseggiando il drink preferito o assaggiando uno snack, mentre il Lounge Bar, con le sue luci soffuse, le note del pianoforte e il meglio dei cocktail e dei liquori internazionali, offre agli ospiti la possibilità di immergersi in un’atmosfera sofisticata e seducente, incorniciata dallo splendido tramonto sul lago che si ammira dalla terrazza.
QUANDO OSPITALITÀ FA RIMA CON SOSTENIBILITÀ
Sostenibilità è un tema che affrontiamo ormai quotidianamente, e non solo noi di Green Mobility Auto&Travel: qui al Lefay Resort Lago di Garda sostenibilità si coniuga con esclusività nell’ottica di fare qualcosa cui gli altri non hanno ancora pensato, creando qualcosa per pochi che faccia bene a tutti. A partire dalla bioarchitettura: un design integrato nel territorio e ispirato alle limonaie, costruzioni tipiche utilizzate per la coltivazione dei limoni, caratterizzate da pilastri in pietra e legno. La struttura si inserisce nella morfologia del paesaggio con un impatto visivo ridotto al minimo. Gli interni utilizzano materiali naturali del territorio nel pieno rispetto della natura. Una centrale tecnologica produce energia elettrica, calore e raffrescamento attraverso fonti pulite e rinnovabili quali biomassa, cogenerazione e pannelli fotovoltaici, per una riduzione delle emissioni di anidride carbonica pari a 1130 tonnellate l’anno. La raccolta dell’acqua piovana e la gestione della lavanderia sono orientate al massimo risparmio idrico.




















