McLAREN ARTURA
Una supercar da 700 CV e 330 km/h capace di muoversi nel totale silenzio nella natura e nel caotico traffico cittadino. La biposto inglese prende a prestito la tecnologia ibrida delle sue hypercar Speedtail e P1 e l’impiego estensivo della fibra di carbonio
Nei suoi sessant’anni di storia la McLaren ha saputo interpretare al meglio il duplice ruolo di Costruttore di vetture da competizione e di Casa automobilistica dedita alle supercar ad altissime prestazioni. Oggi McLaren sta raggiungendo i migliori risultati in entrambi i ruoli, con una netta dominanza nel Campionato del Mondo di Formula 1 e con una gamma di vetture ultra-high performance che trova poche analogie con quanto proposto dalla concorrenza.
Accanto alle 4 litri V8 biturbo da 635 CV (la GTS) e da 750 CV (le 750S in configurazione coupé e spider), la Casa inglese propone le Artura, coupé e roadster, con cui mette su strada (o in pista, fate voi) una power-unit ibrida ricaricabile alla spina da ben 700 CV complessivi, ottenuti dall’unione del V6 biturbo da 3 litri di cilindrata da 605 CV e del motore elettrico da 95 CV, che le permette di avanzare a emissioni zero per circa 33 km a non più di 130 km/h. Quello che ci è bastato per il breve tratto autostradale percorso per raggiungere da Milano l’uscita di Capriate San Gervasio della A4, prima di dirigerci verso le Prealpi Orobiche, dove ad attenderci c’era Cascina Drezza, la raffinata azienda agricola della famiglia milanese Zanchi, “casa” di pregiate “bollicine”. Per la cronaca, 330 km/h è invece la punta massima raggiungibile in modalità ibrida.
TUTTE LE COMODITÀ DELLA GUIDA IN ELETTRICO MA…
In effetti, per chi fosse abituato a vetture strapotenti con motore esclusivamente a combustione interna ha quasi del soprannaturale procedere a velocità autostradale senza sentire alcun rumore di meccanica: la Artura in effetti rappresenta un unicum in casa McLaren, essendo il solo modello elettrificato nella gamma attuale. Elemento che nulla toglie alle caratteristiche di base della vettura, dotata come le altre supercar “papaya” di telaio monoscocca in fibra di carbonio (con cella di sicurezza per la batteria di trazione specifica per le Artura) e porte apribili verso l’alto, con un effetto scenico non inferiore alla praticità di un sistema che consente di entrare e uscire dall’auto anche in presenza di spazi stretti intorno alla vettura. Diciamo pure che le finalità dell’ibrido, contenimento dei consumi a parte (non proprio una priorità per questo genere di clientela), possono riassumersi nell’avviamento in elettrico, il che permette di uscire dal garage di primo mattino senza svegliare tutto il vicinato, nella comodità della guida elettrica nel traffico cittadino e nella possibilità di procedere, se la batteria è carica, per brevi tratti autostradali a velocità codice, visto che in modalità elettrica la Artura non supera il limite imposto per lo meno in Italia e nelle vicine Austria e Francia.
…PRESTAZIONI DA AUTENTICA SUPERCAR
L’Artura porta i vantaggi di un propulsore ibrido ad alte prestazioni, precedentemente impiegato da McLaren nella McLaren P1 e nella Speedtail, a una supercar prodotta in serie. Lo schema dell’Artura combina un propulsore V6 3 litri biturbobenzina e un motore elettrico a flusso assiale (E-motor) leader del settore, integrato in una trasmissione a 8 marce, con un pacco batteria agli ioni di litio. La potenza combinata del propulsore ibrido ad alte prestazioni è stata aumentata nell’Artura model-year 2025 a 700 CV e 720 Nm, con la coppia del motore elettrico, 225 Nm, che garantisce una risposta istantanea
dell’acceleratore sommandosi ai 585 Nm espressi dal V6 3 litri biturbobenzina. Il passaggio da 0 a 100 km/h richiede solo 3 secondi netti mentre per arrivare a 300 km/h da fermo le bastano soli 21,5 secondi. Il design altamente efficiente e il propulsore della Artura sono alla base di un consumo di carburante di 4,8 litri ogni 100 km nel ciclo misto UE WLTP, un valore non proprio realistico nell’impiego comune visto che presuppone la partenza con batteria carica al 100% e una percorrenza di soli 100 km, ma pur sempre indicativo dell’efficienza della vettura.
QUATTRO DRIVE MODE PER OGNI ESIGENZA
La McLaren Artura dispone di quattro modalità di propulsione, che soddisfano ogni esigenza di guida e che sono impostabili tramite un selettore sul bordo destro del quadro strumenti digitale: E-mode, Comfort, Sport e Track. La modalità E è quella predefinita per l’avviamento silenzioso e la guida completamente elettrica a emissioni zero. In modalità Comfort, il motore biturbobenzina V6 funziona in tandem con il motore elettrico, con la massima assistenza per il risparmio di carburante. Nella modalità Sport, il motore elettrico fornisce la coppia ai bassi regimi, mentre il V6 mira alle massime prestazioni. La modalità Track offre la stessa combinazione di potenza ibrida, con un software di trasmissione che garantisce cambi di marcia più rapidi. Il passaggio dalle modalità di guida Electric a Comfort, Sport o Track è stato migliorato sulle Artura dell’attuale model-year rispetto agli esemplari di prima generazione.
SONORITÀ INCONFONDIBILI IN SPORT E TRACK
Non è tutto: il rumore di aspirazione e di scarico è stato ottimizzato per tutte le condizioni di guida; il sistema di scarico, in particolare, è stato ulteriormente migliorato sulla Artura modello 2025. Il sistema rivisto è dotato di valvole e incorpora un risonatore sintonizzato e una forma conica verso l’alto dei tubi di scappamento per perfezionare ulteriormente la nota del motore ai regimi medio-superiori. Ciò fornisce un sound “più pulito”, ancora più godibile a finistrini abbassati e nel caso della Artura Spider, a tettuccio aperto. Sulle Artura è inoltre disponibile uno scarico sportivo opzionale, in grado di offrire un tono più chiaro e definito grazie all’impiego di un amplificatore per canalizzare le autentiche onde sonore del tubo di scappamento nell’abitacolo. Completamente attivo nelle modalità di propulsione Sport e Track, questo “symposer” amplifica la connessione tra il guidatore e il motore a combustione interna dell’Artura, aumentando il coinvolgimento durante la guida sportiva e ai regimi più elevati. Lo scarico sportivo opzionale conserva pure la capacità di fornire una guida più silenziosa in modalità Comfort.
Con queste caratteristiche uniche la Artura dimostra di essere una supercar che può essere guidata ogni giorno nel normale traffico urbano e ma che sa diventare incredibilmente coinvolgente su strada o pista.
TUTTO QUEL CHE SERVE PER SENTIRE LA STRADA
L’orientamento alle massime performance e al piacere di guida è perseguito dalla McLaren sulla Artura con specifiche soluzioni tecniche: il servosterzo elettroidraulico, capace di fornire una maggiore sensibilità e precisione al comando, il primo differenziale elettronico McLaren, le sospensioni attive con ammortizzatori Monroe Proactive Damping Control e l’ESP regolabile o escludibile. Nel dettaglio, le impostazioni “ESC On”, “ESC Dynamic” e “ESC Off” sono distinte dalle modalità Gestione e Propulsore, offrendo al guidatore il pieno controllo sul livello di intervento del veicolo disponibile. Inoltre il Launch Control per prestazioni ottimizzate in pista è di serie, così come la nuova funzione Spinning Wheel Pull-Away, che viene attivata, escludendo completamente il controllo elettronico della stabilità tramite il pulsante ESC sul cruscotto del conducente, per consentire uno slittamento spettacolare delle ruote quando si accelera da fermi con un carico elevato sull’acceleratore. L’impianto frenante della Artura prevede dischi carboceramici (da 390 mm di diametro sull’avantreno e da 380 mm sul retrotreno) abbinati a pinze in alluminio a
6 pistoncini davanti e a 4 pistoncini dietro, per spazi d’arresto di 31 metri da 100 km/h e di 124 metri da 200 km/h. 390 mm nella parte anteriore e 380 mm nella parte posteriore.
SEMPLICITÀ AL VOLANTE
L’abitacolo, completamente focalizzato sul guidatore, è ispirato a un concetto di tecnologica semplicità, a partire dal volante, privo di comandi remoti (salvo i grandi bilancieri del cambio, dietro la corona per essere azionabili anche in mezzo a una curva). Il quadro strumenti digitale è solidale con il piantone dello sterzo (regolabile elettricamente in altezza e profondità) per consentire una perfetta leggibilità delle indicazioni; un display digitale sulla consolle è la seconda interfaccia uomo-macchina per i servizi di bordo come navigazione, telefonia bluetooth e impianto stereo (optional il Bowers&Wilkins a 12 altoparlanti), mentre a richiesta è disponibile un pacchetto di assistenti alla guida che spazia dal cruise control adattivo al mantenimento della corsia.
CASCINA DREZZA:
LA LOCATION PERFETTA PER OGNI EVENTO
Sui primi contrafforti delle Prealpi Orobiche c’è un indirizzo raffinato per i momenti da ricordare, un luogo dove si producono vini di gran classe e si riscopre la gioia di vivere
Sui primi contrafforti delle Prealpi Orobiche, siamo nel Comune di Pontida, in provincia di Bergamo, sorge Cascina Drezza, uno splendido “buen ritiro” lontano dallo stress e dal caos della città ma a pochi chilometri dalle principali vie di comunicazione, a cominciare dalla A4 Torino-Trieste ma anche dalla Statale 36 che collega Milano alla Svizzera e alle direttrici che portano verso Austria, Germania e l’Europa Centrale. Ci troviamo alle pendici della Valcava, un’area collinare particolarmente fertile che sorge tra la Brianza Lecchese e l’inizio della Valle Imagna e della Val Brembana. Acquistata nel 1958 dal capostipite della famiglia, conte Prospero Zanchi di Zan, Cascina Drezza è oggi accuratamente gestita con tanta passione da Pierlorenzo Zanchi, professionista milanese e pilota gentleman, collezionista di auto d’epoca, e veste una pluralità di ruoli. È una prestigiosa location per eventi, feste e celebrazioni, apprezzata per il giardino, per la piscina, per gli angoli dove intrattenersi. Ma anche un luogo di produzione di ottimi vini: qui, da oltre 60 anni, la famiglia Zanchi nobilita la vite con i suoi vini. Il suo metodo classico a base di Chardonnay esprime verticalità e finezza. Pierlorenzo (Peter per chi ne ha seguito i successi sportivi nei rally), dopo anni di conferimento delle uve alla locale cantina sociale, nel 2014 ha deciso di dare inizio alla propria produzione di bollicine. Metodo Classico, Metodo Classico Rosé e Drezza Cuvée Brut Blanc des Blancs. Quest’ultimo è ottenuto dalla spumantizzazione delle uve Chardonnay dell’azienda sulle feccie fini per 6 mesi con metodo Martinotti. Le vigne sono coltivate sugli assolati declivi della Riviera di Pontida a 450 metri sul livello del mare, composti in prevalenza da flysch originatosi nel Cretaceo Superiore (90 milioni di anni fa). La bassa resa, 60 quintali per ettaro, e la cura nella conduzione dei soli 3 ettari di proprietà donano un vino ampio e ricercato, dai sentori floreali e di miele d’acacia, con un sorso asciutto, fresco e minerale.
Tutto nella tradizione del luogo: Pontida, in provincia di Bergamo, è un nome famoso sin dall’antichità quando da quelle terre passava l’antica strada militare che collegava Aquileia alla Rezia, nel Medioevo è noto lo storico giuramento dei Comuni che formavano la Lega Lombarda (1167) per combattere contro Federico il Barbarossa, Imperatore del Sacro Romano Impero Germanico. Ma più importante per la coltivazione della vite è la basilica Benedettina di San Giacomo e il lavoro dei monaci. Da fonti del tempo risulta che la
produzione di vino era abbondante e poteva superare il fabbisogno della popolazione locale. Questo è un territorio circoscritto, gli ettari vitati sono 19,5 a Pontida e 10,7 nella vicina Palazzago, ma caratterizzati da un suolo ben preciso (il Flysch di Pontida), terreni collinari a forte pendenza e che godono di un’ottima ventilazione e importante escursione termica tra giorno e notte e tra le stagioni.





































