Ieri è stato presentato alla stampa internazionale il nuovo modello (il primo elettrico) del Cavallino Rampante. La Luce è la prima berlina a 3 volumi, 4 porte e 5 posti della Casa di Maranello. Dunque la novità non è rappresentata solo dalla power-unit a emissioni zero, con un motore elettrico per ciascuna ruota, torque vectoring e simulazione attiva della risposta di motore, cambio e telaio per farla somigliare, nelle sensazioni al volante, a una Ferrari con motore a pistoni, 12 magari.
La Luce ha scatenato una ridda di commenti, ben pochi quelli entusiastici o solo positivi. Peccato che essi siano rimbalzati sul web da parte di cui poco o nulla sa del progetto, della visione, della tecnologia estrema che l’auto adotta.
Per questo noi di Green Mobility preferiamo attendere prima di esprimerci. Lo faremo sul nostro trimestrale che sarà in edicola in piena estate, dando voce a chi il mondo Ferrari lo conosce davvero: collezionisti, azionisti, dealer. E non ci sottrarremo al nostro compito di informare. Anzi, un’informazione la forniamo adesso, subito: la Luce rappresenterà solo l’1% delle vendite della Ferrari. Come dire che potrà influire sull’evoluzione della tecnologia e dello stile dei gioielli del Cavallino Rampante, ma non ne condizionerà i risultati economici, quale che sia il suo gradimento sul mercato. Così, tanto per smentire e mettere a tacere subito i leoni da tastiera che prevedono la fine della Ferrari a causa del suo primo modello elettrico.













